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Debiti fiscali fino a 5.000 euro: stralcio delle cartelle al 31 ottobre 2021.

Entro il 20 agosto 2021 l’agente della riscossione deve trasmettere all’Agenzia delle Entrate l’elenco dei codici fiscali, presenti nel proprio sistema informativo alla data del 23 marzo 2021, delle persone fisiche e dei soggetti diversi dalle persone fisiche aventi uno o più debiti di importo residuo fino a 5.000 euro, comprensivo di capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni, risultanti dai singoli carichi affidati dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2010, con le esclusioni specificate dal decreto Sostegni. L’annullamento dei debiti così individuati è effettuato alla data del 31 ottobre 2021. È quanto prevede il D.M. 14 luglio 2021, pubblicato nella G.U. del 2 agosto 2021.


Nella Gazzetta Ufficiale n. 183 del 2 agosto 2021 è stato pubblicato il D.M. 14 luglio 2021 che detta le modalità operative dello stralcio delle cartelle.
Il decreto Sostegni (art. 4, D.L. n. 41/2021) ha previsto che sono automaticamente annullati i debiti di importo residuo, alla data di entrata in vigore del decreto stesso, fino a 5.000 euro, comprensivo di capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni, risultanti dai singoli carichi affidati agli agenti della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2010:
– delle persone fisiche che hanno conseguito, nel periodo d’imposta 2019, un reddito imponibile ai fini delle imposte sui redditi fino a 30.000 euro;
– dei soggetti diversi dalle persone fisiche che hanno conseguito, nel periodo d’imposta in corso alla data del 31 dicembre 2019, un reddito imponibile ai fini delle imposte sui redditi fino a 30.000 euro.
Con il decreto sono stabilite le modalità e le date dell’annullamento dei debiti, del relativo discarico e della conseguente eliminazione dalle scritture patrimoniali degli enti creditori.

La roadmap dello stralcio

L’art. 1 del decreto prevede che entro il 20 agosto 2021 l’agente della riscossione deve trasmettere all’Agenzia delle Entrate, secondo le specifiche tecniche previste nell’allegato n. 1 al decreto, l’elenco dei codici fiscali, presenti nel proprio sistema informativo alla data del 23 marzo 2021, delle persone fisiche e dei soggetti diversi dalle persone fisiche aventi uno o più debiti di importo residuo, alla medesima data del 23 marzo 2021, fino a 5.000 euro, comprensivo di capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni, risultanti dai singoli carichi affidati dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2010, con l’esclusione di quelli indicati dall’art. 4, comma 9, D.L. n. 41/2021.
In particolare, la norma citata prevede che non si applica allo stralcio ai debiti relativi ai carichi di cui all’art. 3, comma 16, lettere a), b) e c), D.L. n. 119/2018, nonché alle risorse proprie tradizionali previste dall’art. 2, paragrafo 1, lettera a), delle decisioni n. 2007/436/CE, Euratom del Consiglio, del 7 giugno 2007, e 2014/335/UE, Euratom del Consiglio, del 26 maggio 2014, e all’IVA riscossa all’importazione.
Entro il 30 settembre 2021, per consentire all’agente della riscossione di individuare i soggetti per i quali non ricorrono i requisiti reddituali indicati dal Decreto Sostegni, l’Agenzia delle Entrate deve restituire a quest’ultimo l’elenco, segnalando, tra i codici fiscali in esso ricompresi e secondo le specifiche tecniche previste nell’allegato n. 1, quelli relativi a soggetti che, sulla base delle dichiarazioni dei redditi e delle certificazioni uniche presenti nella propria banca dati alla data di emanazione del decreto, risultano avere conseguito redditi imponibili superiori ai limiti.
L’annullamento dei debiti in questione è effettuato alla data del 31 ottobre 2021, relativamente ai soggetti i cui codici fiscali non sono segnalati dall’Agenzia delle entrate.

Nell’ipotesi di coobbligazione, l’annullamento non opera se il codice fiscale di almeno uno dei coobbligati rientra tra quelli segnalati.
Ai fini del discarico conseguente all’annullamento, senza oneri amministrativi a carico dell’ente creditore, e dell’eliminazione dalle relative scritture patrimoniali, l’agente della riscossione deve trasmette agli enti interessati, entro il 30 novembre 2021, l’elenco delle quote annullate su supporto magnetico, ovvero in via telematica.
Questo discarico non opera per le quote inserite nell’elenco prive del requisito relativo all’importo e al requisito temporale, nonché per la presenza di eventuali carichi esclusi dall’annullamento.

L’erroneo inserimento di tali quote può essere rilevato dall’ente creditore entro e non oltre i sei mesi dalla data di ricezione dell’elenco.
Ai fini del rendiconto 2021, gli enti con delibera della giunta, previo parere dell’organo di revisione economico-finanziario, provvedono, contestualmente al riaccertamento ordinario dei residui al 31 dicembre 2021, al riaccertamento straordinario dei residui al 31 dicembre 2021, attraverso:
– la cancellazione definitiva dei propri residui attivi individuati dall’elenco trasmesso dall’agente della riscossione;
– la riduzione del fondo crediti di dubbia esigibilità accantonato nel risultato di amministrazione dell’ultimo rendiconto approvato, di un importo pari a quello riguardante i residui attivi cancellati;
– la determinazione del maggiore disavanzo derivante dal riaccertamento straordinario di importo pari alla differenza tra l’importo dei residui attivi cancellati e la riduzione del fondo crediti di dubbia esigibilità;
– la cancellazione definitiva dalle scritture patrimoniali dei crediti individuati dall’elenco trasmesso dall’agente della riscossione già stralciati dal conto del bilancio.
Questa operazione di riaccertamento è oggetto di un unico atto deliberativo della Giunta trasmesso tempestivamente al Consiglio.
In sede di approvazione del rendiconto 2021 è esercitata la facoltà di ripianare il maggiore disavanzo derivante dal riaccertamento straordinario in dieci annualità, in quote annuali costanti, a decorrere dall’esercizio 2022.
Gli altri enti creditori, sulla base dell’elenco trasmesso dall’agente della riscossione, devono adeguare le proprie scritture contabili in ossequio ai rispettivi principi contabili vigenti, deliberando i necessari provvedimenti volti a compensare gli eventuali effetti negativi derivanti dall’operazione di annullamento.



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